(Racconto revisionato con la collaborazione di vari autori dopo un piccolo gioco letterario online.)
Entrarono nella stanza del manicomio, o forse di un carcere.
Totalmente
vuota, nessuna finestra, un'unica porta di accesso. Una lampadina
penzolava dal soffitto. Memorie passate e vite non risolte si ancoravano
a muri di un bianco ingiallito.
Fece pochi passi, poi si arrestò.
Si girò verso gli altri e disse: "In questa stanza c'è qualcuno"
La sua affermazione era vera.
La larva pulsante si squarciò.
Il desmodus rotundus striscò fuori.
Spiegò le sue ali ed in un volo isterico prese a sbattere per le pareti, poi cadde a terra immobile.
In quella stanza c'era qualcuno, c'erano loro stessi.
giovedì 30 agosto 2012
martedì 28 agosto 2012
Orchi (Orcs) - raccolta di volti orcheschi
lunedì 27 agosto 2012
Pandemia (Pandemic) - racconto fantascientifico di epidemie mortali
La pandemia
scoppiò in modo violento e brutale, così repentina che trovare una cura
fu impossibile. Scambiata inizialmente per una banale influenza
degenerava in poche ore con importanti perdite di liquidi dagli orifizi
corporei, spasmi muscolari e perdita della sanità mentale. Ogni essere
vivente veniva colpito, sia esso animale o vegetale.
In un vano
tentativo di fermare la catastrofe, gli studiosi isolarono la zona dove
il morbo iniziò a mietere le prime vittime, facendo uno strano
ritrovamento: un oggetto non identificato stazionava in una zona poco
popolosa e nascosta, segni di bruciature da combustibile erano evidenti
sul terreno e un tubo metallico posto al di sotto della macchina
penetrava il terreno.
La scopertà fu inevitabilmente inutile, poco tempo dopo l'unica forma di vita esistente sul pianeta era il batterio che per mesi viaggiò nello spazio clandestinamente sulla sonda, inviata per scopi di ricognizione dal terzo pianeta del sistema solare: la Terra.
La scopertà fu inevitabilmente inutile, poco tempo dopo l'unica forma di vita esistente sul pianeta era il batterio che per mesi viaggiò nello spazio clandestinamente sulla sonda, inviata per scopi di ricognizione dal terzo pianeta del sistema solare: la Terra.
giovedì 23 agosto 2012
Shub-Niggurath - disegno lovecraftiano
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| Shub-Niggurath, matita e penna su pagina di diario scolastico |
martedì 21 agosto 2012
lunedì 20 agosto 2012
Attacco alla Cittadella (Attack to the Citadel) - disegno su eventi epici
domenica 19 agosto 2012
Fiori vecchi (Old flowers) - racconto dedicato ai morti
Da quando il marito morì, Rosa tutti i giorni andava a curare la sua tomba. Arrivava curva e zoppicando per la veneranda età al crepuscolo, quando la luce era secondo lei più gradevole e poche persone si aggiravano per il cimitero. Percorreva buona parte del vialone alberato, per poi svoltare per una stradina di ciottolato costeggiata dall'erba e dalle lapidi a terra. In questo percorso Rosa passava davanti ad una tomba speciale per la sua essenzialità: una semplice croce di legno, consumata dalla pioggia a dal sole, nessun nome, nessuna foto, nessun fiore.
Rosa metteva dei fiori finti al marito, sperimentava varie composizioni, vari colori in base alle stagioni e all'umore. Un giorno prese i fiori più vecchi e scoloriti dal vaso, come faceva ciclicamente: un papavero rosso, un iris viola e un altro fiore blu che le piaceva tanto, ma che non aveva mai capito che razza di fiore fosse, riponendoli in un sacchetto per buttarli, ma quella volta passando vicino alla croce di legno si fermò...deviò dal solito percorso e li pose lì davanti, in un gesto di pietà.
La mattina dopo Rosa si svegliò, scese dal letto per andare in bagno e si arrestò. Per terra davanti a lei c'erano dei fiori finti vecchi e scoloriti: un papavero rosso, un iris viola e un altro fiore blu che le piaceva tanto, ma che non aveva mai capito che razza di fiore fosse.
Oggi sulla tomba di Rosa c'è scritto: "Non lasciate fiori vecchi sulle tombe dei morti".
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